Meta preferita delle scampagnate dei gitanti romani e dei viaggiatori stranieri del Grand Tour tra Settecento e Ottocento, Tivoli proponeva un mix formidabile di natura e storia nel punto in cui le ultime propaggini dell’Appennino laziale si addolciscono divenendo campagna romana.

2 ore e mezza

2,3 km

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Una sequenza di colline boscose, pascoli e vallate bagnate da generosi fiumi, dove le elite romane di ogni epoca hanno trovato il luogo adatto per il proprio buen retiro. Da Orazio all’imperatore Adriano, dalla corte estense agli ultimi pontefici, Tivoli ha visto da sempre la costruzione di ville e giardini, che hanno plasmato la natura con l’arte.
Nella nostra gita fuori porta a Tivoli, visiteremo – approfittando della #Domenicaalmuseo - proprio uno di questi gioielli di natura e arte, la Villa d’Este, voluta dal cardinale ferrarese Ippolito II d’Este su progetto di Pirro Ligorio. Visiteremo le sale del palazzo che conservano un imponente ciclo pittorico, in cui emerge l’eleganza dello stile di Federico Zuccari, e soprattutto visiteremo gli imponenti giardini, ricavati nella roccia e raccordati su cinque terrazze, esaltati da grandi effetti scenografici e mirabili fontane. Per stupire gli ospiti della corte, infatti, si scelse la ricchezza d’acqua, convogliata dall’Aniene, e trasfigurata in 250 zampilli che ornano ben 50 fontane, tra le più incredibili e fantasiose.
Ma prima di entrare in questo luogo meraviglioso, decretato Patrimonio dell’Unesco, faremo una passeggiata nel suggestivo centro storico di Tivoli, l’antica Tibur, dove potremo ammirare ancora resti dei templi dell’acropoli, tracce medievali nelle caratteristiche case-torri e in piccole chiese romaniche, e innumerevoli palazzi gentilizi che ci testimoniano come Tivoli non abbia mai smesso di essere meta residenziale delle grandi famiglie nobiliari.