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BIT Milano: cos’è e perchè andarci

By 13/02/2024Agosto 20th, 2024No Comments

La BIT Milano, la Borsa Internazionale del Turismo, è una delle esperienze considerate imprescindibili dagli operatori del settore turistico e dagli amanti dei viaggi. L’edizione del 2024 si è tenuta dal 4 al 6 febbraio nella nuova sede dell’Allianz MiCo di Milano, il centro congressi più grande d’Europa, e si è incentrata sulle tendenze del turismo con un focus su sostenibilità, consapevolezza e tecnologia.

Io ho partecipato quest’anno alla mia prima BIT, non sapevo cosa aspettarmi perchè mai sono stata ad una fiera di settore, avevo ovviamente alcune aspettative – che sono state disattese – ma nel complesso è stata un’esperienza arricchente e che mi ha deluso solo in parte.

Se non ci siete mai stati o non sapete di cosa si tratti, ve lo spiego aggiungendo le impressioni che ho avuto.

Cos’è la BIT Milano

La BIT è un acronimo che sta per Borsa Internazionale del Turismo ed è tra le più importanti fiere sul turismo in Italia. La BIT si è sempre tenuta a Rho, ma da tre anni si è spostata nel nuovo quartiere di City Life ed è ospitata nei padiglioni 3 e 4, di cui il 3 occupato dagli enti del turismo italiano, mentre il 4 dalle destinazioni turistiche internazionali.

Come partecipare alla BIT Milano

La BIT si svolge lungo l’arco di tre giorni, di cui il primo normalmente è dedicato a tutti i viaggiatori, mentre gli ultimi due agli operatori turistici. In entrambi i casi è necessario munirsi di un biglietto di ingresso o di un accredito. Ad esempio, io ho richiesto un accredito in qualità di operatore turistico e sono entrata gratuitamente. L’orario di ingresso è dalle ore 9.30 alle ore 18.00 e si raggiunge comodamente in metropolitana, alla fermata della linea 5 lilla Portello, che è esattamente fuori l’ingresso dell’Allianz MiCo.

Per raccapezzarsi tra l’enorme quantità di stand, conferenze e incontri, suggerisco di prendere la piantina all’ingresso, con tutte le info sul BIT, il posizionamento degli espositori, gli eventi con i relativi orari. Esiste anche la App ufficiale della Bit – Borsa Internazionale del Turismo, scaricabile gratuitamente. Infine, si può consultare il sito ufficiale.

Perchè partecipare alla BIT Milano

Ero convinta di partecipare ad una fiera orientata al B2B, che potesse essere occasione di conoscere nuove realtà, nuove idee, nuove strategie e, chissà anche nuove collaborazioni. E, invece, l’impressione che si riceve è che sia prevalentemente orientata al B2C dove i territori, i tour operator, gli hotel ti accolgono nello stand per promuovere la loro destinazione o attività. E dove è marcata e prevalente, a scapito di piccole realtà emergenti, la presenza di operatori turistici di grandi dimensioni ed enti pubblici (Regioni in testa) con relative sfilate politiche. E dove, infine, proprio perchè rivolta al grande pubblico, c’è un marcato accento dato alla spettacolarizzazione e all’intrattenimento. E’ sicuramente carino conoscere una destinazione anche tramite un concertino, una danza o costumi tipici, e questo l’ho apprezzato. Ho apprezzato un po’meno l’atmosfera stordente, soprattutto quando ti ritrovi ad attraversare un punto in cui si sta svolgendo una degustazione gratuita di prodotti tipici.

In ogni caso, non voglio demonizzare questa manifestazione, ha avuto comunque dei suoi risvolti positivi e si è rivelata alla fine una esperienza arricchente.

Occasione per conoscere delle realtà interessanti 

Nonostante la presenza preponderante di grandi realtà ed enti pubblici, comunque si riesce a trovare qualche realtà medio-piccola che si sta affacciando da poco in maniera organica al mercato del turismo e che è stato interessante conoscere e scambiare qualche idea. Ad esempio ho assistito ad un incontro di presentazione di Medieval Italy, un progetto di destination marketing che punta alla valorizzazione e alla messa in rete dei luoghi medievali più belli e autentici d’Italia, tramite la promozione di un calendario nazionale degli eventi a carattere storico dei Comuni coinvolti e la realizzazione di un’offerta turistica ed esperienziale per i mercati specifici e la propria community. Oppure mi sono incuriosita all’esperienza di #BellaStoria Ducato Estense, che mi è sembrato un bell’esempio di Public History (che mi interessa particolarmente, visto che sto frequentando il Master in Public e Digital History), una trama di itinerari di scoperta del territorio estense e dei suoi Comuni tramite il fil rouge tematico della storia della Corte Estense. O ancora, qualche realtà di viaggio slow, come Orobie Slow Experience, una serie di attività volte a promuovere il fenomeno turistico nelle Terre Alte bergamasche e delle valli orobiche, incentrate sui saperi del territorio e sui valori paesaggistici tenendo in conto il rispetto del bene della comunità e del suo territorio.

Occasione per conoscere nuove destinazioni, nuovi itinerari e gli eventi del 2024

La BIT è una fiera curata e allestita nei minimi dettagli dove sono presenti espositori che rappresentano realtà turistiche locali, regionali ed internazionali ai quali chiedere informazioni e fare una chiacchiera, e dove poter raccogliere materiale, depliant, opuscoli, informazioni. La BIT si presenta come una positiva esperienza soprattutto per i viaggiatori che hanno la possibilità di scoprire nuove mete, nuove esperienze, idee ed itinerari tematici. Ogni stand mette a disposizione un gran numero di materiale informativo, in alcuni casi, oltre ai volantini, persino guide turistiche e gadget da poter prendere e portare a casa. Portatevi uno zaino grande e capiente, c’è tanto da raccogliere!

In qualità di viaggiatrice, e non di operatrice, ho trovato molte ispirazioni davvero utili per i prossimi viaggi. Ad esempio, visto che per il Master in Public History a cui mi sono iscritta quest’anno sarò molto spesso a Modena, ho raccolto molte idee di viaggio in Emilia Romagna. 

Girovagando tra gli espositori della BIT, ho trovato anche tante locandine di festival, rievocazioni storiche, ricorrenze, sagre, feste religiose, concerti, molti dei quali non conoscevo. Qualcuno di questi eventi può essere spunto per un viaggetto in Italia quest’anno.  Nel 2024 sarà Capitale italiana della cultura Pesaro.

 

Luogo di discussione e incontro sui nuovi trend del turismo

Alla BIT, oltre a degustazioni e concerti, c’è molto altro da fare ed imparare seguendo talk, conferenze e workshop che vengono organizzati dai vari espositori. Ne ho scelti alcuni che mi interessavano particolarmente, e che mi hanno aperto la mente su nuovi sviluppi e aperture del turismo. Ad esempio, ho scoperto il turismo delle radici, un’offerta turistica strutturata attraverso appropriate strategie di comunicazione, che coniuga alla proposta di beni e servizi del terzo settore – come alloggi, eno-gastronomia, visite guidate – la conoscenza della storia familiare e della cultura d’origine degli italiani residenti all’estero e degli italo-discendenti, i quali sono stimati in un bacino di utenza che sfiora gli 80 milioni di persone.

Ho assistito anche a qualche panel che ha affrontato le nuove sfide del turismo e mi ha fatto molto piacere constatare che si parla sempre più di overtourism come problema, prospettando anche qualche primo tentativo di soluzione. ‘L’esempio più eclatante l’ha portato il Sindaco di Venezia, che ha spiegato le motivazioni e le modalità di attuazione del Contributo di Accesso a Venezia, che sarà introdotto in via sperimentale per dieci giornate nel 2024 a partire dal 25 aprile, e che sta facendo tanto discutere in questi giorni.

Nel complesso, nonostante non si sia rivelata per una realtà piccola come la mia un’occasione per costruire una rete di business, è stata comunque una buona esperienza – e per fortuna a basso costo, essendo entrata gratis ed avendo a Milano un’amica che mi ha ospitata, altrimenti il costo degli alloggi nel periodo della BIT è improponibile. Sono tornata a casa con qualche idea in più e con tanto tanto materiale, dalla foto sembrerebbe troppo ma credetemi è stato il frutto di una attenta selezione. Ecco, forse quello che mi ha un po’ infastidito è l’enorme spreco di carta: davvero nell’era del digitale tutta questa quantità di opuscoletti e locandine è necessaria?

Voi avete mai partecipato alla BIT? Nel caso ci siate stati, fatemi sapere che ne pensate lasciando qui sotto un commento, sarei molto felice di conoscere le vostre opinioni. Vi aspetto anche su Facebook e Instagram.

Gabriella Massa

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