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ROMA NEL CINEMAROMA NELLA LETTERATURA

Calvino nelle città (2024) di Davide Ferrario

Calvino nelle città di Davide Ferrario è un documentario poetico che esplora il complesso e affascinante legame tra l’autore Italo Calvino e il concetto di città, prendendo ispirazione dal suo capolavoro Le città invisibili (1972). Ferrario, già noto per il suo stile evocativo e per il suo approccio non convenzionale al cinema documentario, si propone di trasporre in immagini la riflessione calviniana sulle città come luoghi di memoria, desiderio, immaginazione e identità, portando lo spettatore in un viaggio attraverso città reali e immaginarie.

Il documentario non è una semplice celebrazione della biografia e dell’opera di Calvino, ma una vera e propria meditazione visiva sulla natura dello spazio urbano. Ferrario si muove tra città italiane ed estere cogliendo l’essenza di luoghi diversi e cercando di rievocare quella tensione tra il visibile e l’invisibile, tra la concretezza dell’architettura e la fluidità del pensiero, che caratterizza il lavoro dello scrittore. Utilizzando un montaggio flessibile e contemplativo, alterna immagini di città reali – quelle abitate e vissute dall’autore: Sanremo, Torino, New York, Parigi, Roma – a riflessioni narrate che attingono alle città immaginate da Calvino, creando un dialogo tra parola e immagine.

Uno degli aspetti più affascinanti del film è come Ferrario riesca a far emergere la dimensione filosofica di Calvino, mostrando come le città, nella visione dello scrittore, non siano solo luoghi geografici, ma anche proiezioni di desideri, paure e sogni umani. Ogni città è un microcosmo di storie e di vite intrecciate, e Ferrario gioca con questa idea, esplorando città che sembrano rispecchiarsi nei frammenti dell’opera calviniana.

Le città vibrano di vita e di emozione, e diventano parte di una narrazione più ampia, quella che lega i luoghi alla memoria collettiva e al passaggio del tempo. Le città, infatti, nella loro dimensione fisica e simbolica, si trasformano in veri e propri personaggi del documentario, offrendo una riflessione sullo spazio urbano come teatro della condizione umana.

Dal punto di vista visivo, Calvino nelle città si distingue per un’estetica minimalista ma profondamente suggestiva. Le inquadrature sono curate nei minimi dettagli e spesso richiamano l’idea dell’osservazione silenziosa: lunghi piani sequenza che seguono il ritmo lento della vita cittadina, dettagli di edifici e spazi che sembrano raccontare storie senza bisogno di parole. Questi momenti permettono allo spettatore di immergersi in una dimensione meditativa, quasi a richiamare il flusso riflessivo della scrittura di Calvino.

Il documentario è anche un omaggio al potere dell’immaginazione: Ferrario sembra ricordarci che le città, come le storie, non esistono solo nel loro aspetto tangibile, ma anche nella mente di chi le abita e di chi le racconta. In questo senso, Calvino nelle città invita a riflettere sulla funzione narrativa della città, sulle sue molteplici letture e interpretazioni, offrendo allo spettatore la libertà di perdersi e ritrovarsi tra i vicoli delle parole di Calvino e le strade del mondo reale.

Calvino nelle città è un’opera di grande delicatezza e profondità, capace di trasportare lo spettatore in un viaggio intimo e riflessivo. È un omaggio rispettoso e intelligente a uno dei più grandi scrittori italiani del Novecento, e al tempo stesso una riflessione universale sul significato delle città, come luoghi fisici e mentali. Chi ama la scrittura di Calvino troverà in questo film un modo nuovo per esplorare il suo mondo, mentre chi è affascinato dalle dinamiche urbane scoprirà un’interpretazione lirica e filosofica del paesaggio urbano. Un documentario che, come le città invisibili di Calvino, invita a guardare oltre ciò che è visibile.

Se non volete perdervi questo piccolo gioiellino cinematografico, il film uscirà nelle sale il 28, 29 e 30 ottobre 2024.

Gabriella Massa

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